BERTINORO

Il primo nucleo abitato di Bertinoro si formò ai piedi dell'ultimo contrafforte pre-appenninico ricevendo, in seguito, un forte impulso dalla costruzione della via Emilia. Tra il IV e il V secolo, la popolazione del piccolo municipio romano, per ripararsi dalle invasioni barbariche, si rifugiò sul vicino colle. Da Forum Truentinorum a Castrum Cesubeum (antico nome del monte su cui venne costruito l'attuale Bertinoro), si giunse alla denominazione data da Ottone III di Castrum Brininori che risale all'anno 1000. Tale nome deriva, forse, dal particolare senso di ospitalità dei suoi abitanti verso i pellegrini provenienti da Roma e diretti fin verso la lontana Britannia. La leggenda afferma che Galla Placidia, volendo esaltare la bontà dei vini della zona che le erano stati offerti in una rozza brocca affermò: "non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro".
Bertinoro è molto conosciuta come città dell'ospitalità di cui è simbolo la Colonna delle Anella, una colonna in sasso del 1300, posta di fronte al Palazzo comunale, che porta affissi 12 anelli, eretta da Guido del Duca e Arrigo Mainardi per mettere fine alle continue dispute che sorgevano fra le famiglie nobili del tempo per dare ospitalità ai forestieri che raggiungevano il paese. Alla colonna furono affissi tanti anelli quante erano le famiglie del posto: il forestiero che arrivava in paese e legava il suo cavallo ad un anello diveniva automaticamente ospite della famiglia cui l'anello apparteneva. Ogni anno, la prima domenica di settembre, si tiene a Bertinoro la festa dell'Ospitalità, che ripete l'antico rito. Nella Piazza della Libertà che mantiene lo stile medievale sono presenti il Palazzo comunale, la colonna delle Anella e la Cattedrale. Il Palazzo Comunale, che fu testimone per oltre sei secoli delle vicende politiche e amministrative di Bertinoro, fu eretto nel 1306 da Pino degli Ordelaffi, come sede del Governatore del comune. L'edificio si eleva di un solo piano su un fronte di 40 m. e poggia su otto colonne di stile bizantino e romano. Subì numerose trasformazioni nel corso dei secoli; l'ultima nel 1934 di cui ne rimane ancora l'aspetto. La Cattedrale era originariamente un piccolo oratorio dedicato a Santa caterina, alla fine del 1500 fu abbattuto ed interamente riedificato nella veste in cui si presenta l'attuale cattedrale. Di stile bramantesco, la chiesa è a tre navate e conserva opere d'arte di valore interessante come il quadro di S. caterina d'Alessandria, di autore ignoto, e un crocefisso scolpito in legno, di un solo pezzo, che sembra risalire alla fine del 1500. La leggenda vuole che l'autore sia un pellegrino che, trovato rifugio in un monastero, dopo tre giorni di assoluto ritiro, alla sua partenza fece trovare un crocefisso ricavato da un grosso alhero di fico presente nel giardino appresso.
[Colonna La Colonna delle Anella venne rimossa dalla piazza nel 1570 per consentire la realizzazione di un progetto che doveva portare l'acqua dall'Acquedotto di Montemaggio al centro di Bertinoro. Nel 1922, durante alcuni lavori nello scalone furono rinvenuti i resti della colonna rimossa. Ritrovate le antiche fondamenta, per volere dei bertinoresi, risorse l'antico monumento il 5 settembre 1926. Da allora ogni anno si ripete l'antico rito dell'Ospitalità. La data di costruzione della Rocca vescovile si fa risalire verso l'anno 1000. Fu grazie alla sua posizione privilegiata una delle opere difensive più temute ed un sicuro rifugio per i primi conti. L'antico maniero munito di merli ghibellini e difeso da quattro bastioni aveva al suo interno una grande cisterna che raccoglieva le acque piovane. Nel 1177, dopo la sconfitta di Legnano vi dimorò Federico Barbarossa. Fu in seguito dimora dei Borgia e degli Sforza fino al 1584 quando divenne residenza vescovile.
Tuttora la rocca è sede del Museo dell'Arredo sacro e contiene paramenti e argenterie che sono andati in disuso dopo l'ultima riforma "conciliare". L'Università di Bologna ha prumosso tale sede per corsi estivi residenziali di formazione, per incontri di lavoro e convegni. Nei dintorni di Bertinoro si trovano alcuni luoghi che ormai sono diventati di fama nazionale. La Pieve di san Donato in Polenta è diventata tale dopo che il Carducci la fece oggetto del suo canto "La chiesa di Polenta ".
Monte Maggio dista poco più di un chilometro da Bertinoro e lo sovrasta raggiungendo un'altezza di circa 328 m. s.l.m. Sin dall'anno 1000 era presente un castello contornato da numerose case abbellite da oliveti e giardini che gli valsero il nome di "monte di maggio". Le Terme della Fratta sono ciò che rimane dell'antica borgata romana che sorse a causa delle sorgenti naturali e dei pozzi che furono trivellati. Sono acque che vanno dalle salso-iodiche, alle magnesiache, ferruginose e sulfuree, di alta qualità curativa. E' certo che le acque della Fratta erano già usate all'epoca romana.


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